Il cucciolo somiglieràa mamma o a papà?
La risposta non è nel caso.
È scritta nel DNA, da 160 anni.
"No, voglio che somigli alla madre"
"Ma perché questo sembra un estraneo?"
La genetica non copia.
Crea.
La morfologia genetica
Spesso mi capita di ricevere la richiesta di visibilità dei genitori in allevamento e, possibilmente, trovare un cucciolo che rispecchi per immagine e somiglianza il padre o la madre, oppure che non gli somigli perché l'idea che ci si è fatti del proprio golden è diversa. Ebbene tra le diverse specie conosciute, il cane indubbiamente presenta uno tra i più alti gradi di variabilità.
Ci sono cani alti quanto vitelli e altri che sembrano dei coniglietti. Pelo lunghissimo o raso o assente. Un'infinità di colori. E quante differenze anche nelle forma! Orecchie lunghissime, arti sproporzionatamente corti, musi schiacciati, code arrotolate. Animali tanto diversi da non sembrare, a volte, nemmeno della stessa specie.
Invece tutti i cani sono fra loro fecondi e tutte le caratteristiche che ho elencato si trasmettono alla progenie secondo regole ben precise: le regole della genetica.
Entra in gioco Mendel
L'ereditarietà è una scienza recente. I primi studi furono compiuti dall'abate Gregor Mendel, che visse nella metà dell'ottocento. Malgrado il successivo ampliamento con nozioni più complesse, le leggi di Mendel rimangono il pilastro fondamentale alla base di tutti gli studi di genetica. La cosa migliore è quindi affrontare questa disciplina tanto interessante quanto complessa, partendo proprio dalle cose più facili: un tipico caso di eredità semplice mendeliana.
Da alcune discussioni con amici professori che avevano studiato le ricerche compiute sugli incroci e l'ereditarietà, decise di compiere anche lui qualche studio sulle variazioni delle caratteristiche nelle piante che erano in quel periodo il modello più studiato. Scelse i piselli, perché molto economici e facili da mantenere.
🔎 La statistica richiede grandi numeri: se per un anno notiamo che ogni giorno ad un incrocio c'è un tamponamento possiamo supporre che sia un incrocio pericoloso, ma se controlliamo solo una domenica non possiamo essere sicuri se invece abbiamo beccato casualmente un automobilista imprudente o ubriaco quel giorno.
Egli si mise a coltivarli isolandoli per particolari caratteristiche, come il colore dei semi, il colore dei baccelli, l'altezza della piantina o la superficie liscia/rugosa dei semi. Fece in modo di avere uno stanzino dove le piante erano tutte accomunate per una medesima caratteristica, per esempio il colore dei semi giallo in una stanza adibita appositamente e verde in un'altra.
Quando otteneva, per esempio, una pianta che produceva piselli gialli ed una che produceva piselli verdi, le isolava e le faceva autoimpollinare. Al giorno d'oggi queste in gergo vengono chiamate "linee pure", cioè che esprimono solamente una forma di un carattere. Fin qui Mendel non fece nulla di sconvolgente: da sempre sappiamo che i piselli possono essere gialli o verdi, il mantello di un Golden dorato o crema, i cani dei molossi o dei Golden Retriever.
Dopodiché il buon Gregorio iniziava gli incroci fra le differenti "linee pure"; tagliò gli organi riproduttivi maschili di una pianta e su quelli femminili depose il polline dell'altra con un pennellino. I semi raccolti venivano piantati nuovamente per avere una generazione famiglia — che viene chiamata in gergo "ibrida". Egli notò che le piantine figlie presentavano la caratteristica di un solo genitore. Sageret chiamò dominante la caratteristica che si era mantenuta e recessiva quella che era "scomparsa".
Genetica e morfologia canina
Dato che sapeva che l'avvenimento era sistematico, chiamò quel "qualcosa" un fattore, ciò che contiene la particolare caratteristica e che viene trasmesso ai figli.
Oggi lo chiamiamo gene (dal greco per "nascita"). I geni quindi erano qualcosa dentro ogni organismo che avevano a che fare con l'espressione di una particolare caratteristica, che poteva essere dominante o recessiva.
Il nero del naso, il colore scuro delle mucose, il tartufo pigmentato. Nel Golden: la base dorata intensa che prevale negli ibridi di prima generazione.
Il mantello crema pallido, la pigmentazione ridotta del tartufo (che può sbiadire verso il rosa). Può non esprimersi per una generazione intera e ricomparire nei nipoti.
A volte però notiamo un salto di generazione. Un Golden dal mantello oro intenso, incrociato con una femmina anch'essa dorata, può produrre cuccioli crema pallido — come il nonno paterno che nessuno ricordava più. Si dice semplicisticamente che "ha ripreso dal nonno", per poi glissare; però è chiaro che il nonno non può per magia influire sul mantello dei nipoti a distanza — l'unica connessione comune è quella data dal padre, che ha ereditato il gene recessivo del crema e lo ha trasmesso silenziosamente alla cucciolata.
C'è però un livello di complessità in più. Il mantello crema nel Golden Retriever non è un difetto né una rarità: è la diretta espressione del locus E in omozigosi recessiva (e/e). Questo genotipo determina l'assenza totale di eumelanina nel pelo, lasciando visibile solo la feomelanina — il pigmento rosso/giallo che nei soggetti e/e si esprime nelle tonalità che vanno dal crema pallido all'oro chiaro.
🧬 Locus e/e nel Golden Retriever: i cani con genotipo e/e hanno un mantello che varia dal crema pallido al fulvo chiaro, ma mantengono sempre il tartufo e i bordi degli occhi scuri (neri o marroni). La pigmentazione delle mucose è conservata: non si tratta di albinismo né di bianco dominante. Dal punto di vista genetico, ogni cucciolo e/e continua a trasmettere la variante e — che nei soggetti eterozigoti (E/e) resta silenziosa e può riapparire nelle generazioni successive.
Fu proprio questo tipo di ragionamento che portò A.H. Sturtevant — studente di Morgan — a chiedersi, come argomento per la sua tesi di laurea, se i dati ottenuti da un vasto numero di incroci a due punti (incroci che permettono di seguire due geni alla volta) potessero suffragare l'idea che i geni costituiscono una serie lineare su un cromosoma, cioè che siano disposti secondo uno schema lineare.
Consideriamo tre geni w, y, m. Se i geni sono disposti in una struttura lineare, allora uno di essi deve trovarsi in una posizione centrale rispetto agli altri due. La distanza genetica più grande è quella che separa i geni più esterni, e questo valore dovrebbe essere uguale alla somma delle distanze che separano il gene centrale da ciascuno dei geni laterali.
La mappatura per ricombinazione sembrava dare ragione all'ipotesi che i geni siano disposti su una struttura lineare. Sturtevant stabilì un ordine non contraddittorio di tutti i geni da lui studiati sul cromosoma X: controllando i dati per ogni combinazione di tre geni, ci si rende conto che quell'ordine aveva una logica. I dati sulla ricombinazione erano a favore della teoria che si potesse costruire una mappa in cui i geni erano disposti linearmente lungo il cromosoma.
Evidentemente quei fattori chiamati geni che nel nonno "dicevano" mantello crema sono stati mascherati dal gene W nel padre, pur non esprimendosi, e sono stati poi trasmessi ai cuccioli che invece per qualche ragione li esprimono. E perché? Torniamo a Mendel.
Mendel proseguì. Fece autoimpollinare le piantine ibride, per vedere cosa saltasse fuori. Toh, ecco ricomparire i piselli verdi. Neanche questa è una gran scoperta nell'ottica del tempo: tutti sapevano che si poteva riprendere dai nonni o che il sangue non mente.
Il finale rivoluzionario
Fu quel che Mendel fece dopo ad essere stato, nella sua semplicità, rivoluzionario: si mise a contare i piselli.
La matematica è rigorosa e se un fenomeno sembra essere descrivibile utilizzando la matematica, è verosimile che dietro debba esserci un principio e non essere semplicemente frutto del caso.
Un monaco in un giardino di piselli
scopre che l'ereditarietà
segue regole matematiche precise
Il colore non è un caso
Eumelanina vs Feomelanina
Pigmento scuro. Controlla il colore del naso, delle mucose e la base del mantello.
Pigmento rosso/oro. Determina le sfumature dal crema al rosso intenso nel mantello.
Passa il mouse o tocca per attivare
Cos'è davvero la bellezza?
Non è solo "somigliare al padre".
È armonia.
È proporzione.
È equilibrio.
Un Golden Retriever "perfetto" non è il più chiaro o il più scuro.
È quello in cui ogni linea, ogni curva, ogni sfumatura
parla la stessa lingua.
Cinognostica
Cos'è la Cinognostica?
La Cinognostica (dal greco: cino = cane; gnostica = conoscenza) è la conoscenza di ciò che si vede dal di fuori. Ci insegna a valutare le razze canine dal loro fenotipo, ovvero dai loro caratteri morfologici (struttura) e fisiologici esteriori.
Lo scopo finale è stabilire per ogni razza la migliore utilizzazione e un massimo rendimento.
Approfondimento: Zoognostica e Proporzioni
- La Zoognostica è la scienza che studia le singole parti del corpo del cane, analizzandone i rapporti e l'armonia tra i vari segmenti.
- Un concetto chiave è la Proporzione Diametrica: la relazione tra la lunghezza del tronco e l'altezza al garrese.
- La razza Golden Retriever, ad esempio, dovrebbe rientrare nel Rettangolo, dove la lunghezza del tronco supera leggermente l'altezza.
I 4 Pilastri della Bellezza Funzionale
Detta dalla moda (colore, toelettatura), ha scarsa importanza funzionale.
Studia l'esattezza delle proporzioni delle singole parti e l'equilibrio complessivo della struttura.
L'armonia tra le forme esteriori e le funzioni economiche: bello è ciò che è utile allo scopo della razza.
Un buon carattere è la bellezza più importante: un cane equilibrato e resiliente.
- Lato estetico (gradevole ai nostri sensi)
- Lato funzionale (idoneo al lavoro cui è destinato)
- Lato psichico morale
Quando guardi un cucciolo, cosa vedi?
Occhi espressivi
Espressione dolce
Mantello setoso
Vedi l'anima del Golden Retriever
prima ancora del suo colore
Ogni cucciolo è una poesia
scritta a quattro zampe
Non esiste il "cucciolo perfetto".
Esiste il tuo cucciolo perfetto.
Quello che sceglierai con il cuore
e che la genetica ha già deciso di rendereunico al mondo.
Fonti e Crediti
Le informazioni presentate si basano su principi consolidati della cinognostica e della cinotecnica moderna. Sono stati consultati regolamenti ufficiali e opere fondamentali che trattano il concetto di bellezza, la relazione tra forma e funzione, e gli standard di razza.
Il concetto di bellezza qui esposto si fonda sulla correttezza morfologica, sull'efficienza funzionale e sulla solidità psicologica del cane, parametri cardine per l'allevamento consapevole.
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